Agenzia delle Entrate sta scrivendo a milioni di italiani: come rispondere e quando scade la richiesta

Se hai ricevuto una lettera da parte dell’Agenzia delle Entrate non entrare nel panico: ecco per quale motivo l’hanno inviata e cosa bisogna fare in risposta alla lettera.

Ogni anno gli italiani compilano la propria dichiarazione dei redditi per informare autonomamente l’Agenzia delle Entrate su quelli che sono stati i guadagni dell’anno appena concluso e dunque per permettere all’ente di riscossione di avere una prova di quelli che dovrebbero essere i contributi versati sui guadagni.

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Agenzia delle Entrate sta scrivendo a milioni di italiani: come rispondere e quando scade la richiesta – Ansa Foto – aldiladelgiardino.it

Chiaramente l’AdE effettua i controlli sulle dichiarazioni per verificare che tutto sia a norma e che quanto dichiarato effettivamente corrisponda a quanto guadagnato dall’utente. Può capitare che all’interno della dichiarazione dei redditi vi siano degli errori o delle mancanze e che dunque il Fisco chieda conto al diretto interessato.

Qualora l’Agenzia delle Entrate sospetti che vi siano dei movimenti illeciti provvederà a richiedere un accertamento e dunque chiederà al contribuente di fornire giustificazioni sugli spostamenti di denaro e sui guadagni, qualora vi sia invece un ammanco nel versamento dei contributi invierà invece una cartella esattoriale contenente la cifra gravata da mora e sanzioni.

Ma in quale circostanza invece l’Agenzia dell’Entrate può inviare una lettera al contribuente? Per quale ragione viene inviata e cosa bisogna fare quando la si riceve?

Hai ricevuto una lettera dall’Agenzia delle Entrate? Ecco cosa devi fare per evitare di incorrere in problemi

La prima cosa da chiarire riguardo la lettera che in questi giorni potrebbe avervi inviato l’Agenzia delle Entrate è che non si tratta di un accertamento fiscale e dunque non dovete preoccuparvi eccessivamente. Se siete destinatari di questa missiva è probabile che sia stato riscontrata un’anomalia e che vi si stia chiedendo di chiarire la vostra posizione e solo nel caso in cui vi sia un ammanco effettivo, coprire la parte contributiva mancante.

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Hai ricevuto una lettera dall’Agenzia delle Entrate? Ecco cosa devi fare per evitare di incorrere in problemi – Ansa Foto – aldiladelgiardino.it

Si tratta di comunicazioni rivolte a quei contribuenti che non hanno compilato correttamente la dichiarazione dei redditi allo scopo di favorire la collaborazione tra le due parti in maniera amichevole, un invito insomma a provvedere ad un ravvedimento operoso per evitare successive sanzioni.

Tra i possibili errori c’è il mancato inserimento da parte delle persone fisiche delle seguenti voci reddituali:

  • redditi dei fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili (compresi quelli
    per i quali si è scelto il regime della “cedolare secca”)
  • redditi di lavoro dipendente o di pensione
  • assegni periodici corrisposti dal coniuge, a seguito di separazione, divorzio o
    annullamento del matrimonio
  • redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese
    familiari, aziende coniugali
  • redditi di capitale relativi agli utili e agli altri proventi equiparati corrisposti da
    società di capitale o enti commerciali e altri redditi di capitale
  • altri redditi (redditi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionali,
    redditi diversi)
  • redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arte o professione abituale,
    compresi quelli in regime di vantaggio (imprenditoria giovanile e lavoratori in
    mobilità) e quelli in regime forfetario.

Nel documento inviato dall’Agenzia delle Entrate comunque ci sarà specificato tutto ciò che vi serve per chiarire la vostra posizione. Sia che redditi risultanti in anagrafe non siano aggiornati – ad esempio per cessazione della locazione dell’immobile – sia che effettivamente avete dimenticato di inserire la voce nella dichiarazione potrete chiarire immediatamente la cosa contattando telefonicamente o in altro modo l’AdE ed evitando in questo modo che la lettera si tramuti nell’emissione di un avviso di accertamento.

Durante la chiacchierata con l’AdE potete anche stabilire un metodo di pagamento – scegliendo ad esempio di rateizzare – per poter regolarizzare la vostra posizione.

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