Nel corso del 2025 cambieranno i requisiti per le classificazioni energetiche e sarà più difficile ottenere il livelli più alti, chi non si adegua rischia sanzioni?
Sappiamo ormai da diversi anni che le direttive europee per quanto riguarda l’efficientamento energetico degli appartamenti sono molto stringenti e prevedono investimenti ingenti da parte dei proprietari di casa per l’adeguamento dei consumi energetici. Chi ha potuto approfittare dei bonus ristrutturazione in questi anni si è messo al passo con il cambiamento richiesto, tuttavia ci sono ancora molti cittadini che non l’hanno fatto e che non possono più beneficiare di coperture elevate dell’investimento.

A complicare le cose ci si mettono le nuove classificazioni energetiche per elettrodomestici e case. A partire da marzo 2025, infatti, scomparirà una volta per tutte la classe G e sarà gradualmente ridotto il numero di elettrodomestici classificabili con la F, stante la semplificazione del 2021 che ha modificato la scala da A ad A++++, il nuovo cambiamento renderà più complesso ottenere le classi energetiche A e B.
Entrando nel dettaglio degli elettrodomestici maggiormente energivori, possiamo dire che le lavatrici e lavasciuga adesso verranno valutate non solo per il consumo per chilo ma anche per cicli di lavaggi. Per l’ottenimento della classe A i nuovi elettrodomestici dovranno consumare il 15% in meno rispetto allo scorso anno, inoltre ci saranno criteri più stringenti per l’ottenimento delle classi da B ad E.
Cambia anche il metodo di valutazione delle lavastoviglie che verranno adesso valutate non solo per consumo energetico ma anche di acqua. Molto più stringenti anche i requisiti dei frigoriferi: i modelli combinati e i congelatori non potranno più raggiungere le classi A e B.
Cambio classi energetiche delle case, ci saranno sanzioni per chi non si adegua?
Il 2025 sarà l’anno dell’applicazione delle tanto temute direttive green per gli immobili. Il nuovo testo elimina una volta per tutte il riferimento alle classi energetiche ma questo non cambia la sostanza delle richieste effettuate dall’Unione Europea ai Paesi membri per quanto riguarda l’adeguamento degli edifici che rimangono decisamente stringenti.

A partire proprio da quest’anno con un limite fissato al 2030, i Paesi membri dell’Unione Europea devono ridurre l’impatto ambientale degli edifici del 16%. Una percentuale che dovrà salire al 20% entro il 2035. La percentuale cresce per quanto riguarda gli edifici non residenziali che dovranno ridurre l’impatto ambientale del 26%.
A partire dal 2028 i Paesi membri dell’UE dovranno costruire edifici pubblici solamente ad impatto zero, un obbligo che passerà anche alla costruzione di edifici privati a partire dal 2030. Per quanto riguarda l’applicazione di eventuali sanzioni a coloro i quali non si adegueranno alle direttive, l’UE lascia la decisione ai governi nazionali.
Per quanto riguarda noi italiani, al momento il governo non è sembrato incline all’idea di stabilire delle sanzioni per i proprietari degli immobili che non si dovessero adeguare alle direttive europee sulle case green, dunque attualmente non c’è nulla da temere su quel versante, anche se questo non implica che non possa essere presa una simile decisione in futuro.