Fare molta attenzione se si ha una stufa a pellet installata, il rischio è di incappare in una multa di 5 mila euro: ecco qual è il motivo.
A causa della crisi economica e dei rincari energetici, tante persone hanno optato per un’alternativa ai classici riscaldamenti a gas. Per questo motivo negli ultimi anni la domanda delle stufe a pellet o a legna è incrementata, portando tantissimi a installarle a casa. Tuttavia, bisogna fare molta attenzione alle norme in vigore per evitare sanzioni, visto che l’uso non è libero come potrebbe sembrare.

Soprattutto nelle zone rurali del nostro paese, in molti hanno deciso di cambiare stile di vita e spegnere i termosifoni, scegliendo le stufe come fonte di riscaldamento. Un passaggio importante, dovuto al prezzo del gas e del gasolio in netto aumento. L’uso di questi dispositivi porta un notevole vantaggio economico, ma occorre prestare particolare attenzione ai limiti imposti dalla normativa, che sono particolarmente stringenti e rischiano di portare sanzioni fino a 5 mila euro se non vengono rispettate.
Stufa a pellet, attenzione alla normativa: si rischiano pesanti sanzioni
Non è semplice districarsi nella normativa che regola l’uso domestico delle stufe a pellet o a legna. Questo perché a legiferare non è lo Stato, ma le singole regioni o province autonome e potrebbero intervenire anche i comuni o le province. Quindi le regole sono diverse da area ad area e il suggerimento è sempre quello di controllare sul sito della propria regione o chiedere direttamente in comune.

In generale, ogni sistema di riscaldamento a pellet o a legna è certificato da 1 a 5 stelle: maggiore è il numero e minori sono le emissioni. Per poter installare una stufa in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto è importante essere in possesso di una certificazione con 4 stelle, che rappresentano i requisiti minimi per prestazioni energetiche e ambientali. Le altre regioni seguono la stessa linea, ma è sempre bene controllare per evitare errori.
In ogni caso, è importante farsi rilasciare il certificato di conformità dell’installazione, la certificazione ambientale e il libretto dell’apparecchio. Si tratta di documenti che bisogna mostrare nel caso in cui ci dovessero essere dei controlli. Anche perché, nelle regioni in cui l’installazione è disciplinata da normative regionali, il rischio è di incappare in multe che vanno da 500 a 5 mila euro.
La sanzione viene data all’utilizzatore, perché responsabile dell’impianto, e si deve accollare gli interveniti per eliminare le inadempienze. Ma può subire sanzioni anche l’installatore se non rispetta le regole. Quest’ultimo deve obbligatoriamente lasciare una dichiarazione di conformità, che sarà poi depositata in comune. Il tecnico dovrà anche registrare l’impianto al Catasto Informatico regionale.