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Imu e Tari, partono i pignoramenti rapidi per chi non ha pagato: la comunicazione urgente

La riforma del fisco locale che vuole attuare il governo ridurrà notevolmente le tempistiche che permettono a Regioni e Comuni di disporre il pignoramento di conti e immobili per il mancato pagamento di Imu e Tari.

Sono diversi anni che si discute sul mancato o scarso funzionamento della riscossione tributi a livello locale. Stando ai dati riportati dal ‘Sole 24 Ore’ gli incassi dovuti ai tributi che i Comuni italiani devono accantonare ogni anno sono arrivati a 6,3 miliardi di euro in totale, di cui il 47% solo al Sud.

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Chiaramente la ragione di questa sproporzione tra le varie zone d’Italia è legata a molti fattori, il principale riguarda un più alto tasso di disoccupazione e stipendi non consoni al costo della vita. Sta di fatto che l’ammanco medio di tributi versati per cittadino al Sud è di 113,2 euro l’anno, un valore che supera di 2,7 volte quello del Nord.

La mancata riscossione, però, è dovuta anche ad altre problematiche nella gestione di questi tributi. Spesso infatti c’è una mancanza di comunicazione tra le banche dati della Guardia di Finanza e quelle delle Banche, per non parlare di una cattiva comunicazione e organizzazione tra queste e le varie amministrazioni locali che di quei tributi dovrebbero beneficiare.

La farraginosità della procedura porta spesso ad arrivare alle Cartelle Esattoriali e dunque costringe l’Agenzia delle Entrate a farsi carico della riscossione per conto delle amministrazioni locali. Chiaramente l’alta mole di lavoro da svolgere porta a ritardi nella notifica delle cartelle e in alcuni casi alla prescrizione della tassa dovuta e non corrisposta (entro 5 anni dal dovuto pagamento se non giunge comunicazione del debito da parte dell’Ente locale o dell’AdE).

Tari e Imu non pagate, si accorciano i tempi per il pignoramento

Al fine di rendere più efficiente la riscossione dei tributi da parte di Comuni e Regioni, il governo sta lavorando ad una riforma del fisco locale che darà maggiore potere e velocità d’azione agli enti locali. La svolta verso la riscossione coattiva dei tributi è stata individuata come l’unica possibile soluzione per risolvere la problematica.

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Se la riforma dovesse diventare legge, dunque, i giorni necessari alla richiesta di pignoramento ai danni del cittadino inadempiente scenderebbero dai 180 attuali ai 60. Questa riduzione delle tempistiche potrebbe mettere in difficoltà tantissimi cittadini che non riescono a versare nei tempi stabiliti la tassa dovuta e devono per necessità posticipare il pagamento.

Al fine di non rendere troppo iniqua per i cittadini la riforma, infatti, in questi giorni si sta discutendo della possibilità di inserire anche una formula di rientro agevolata. Per rientrare dei crediti, infatti, gli enti locali potrebbero avere la facoltà di decidere di eliminare interessi e sanzioni per il pagamento in ritardo, fissando una data entro la quale il debito dev’essere necessariamente saldato per evitare il pignoramento.

Una sorta di rottamazione fiscale locale, non è dato sapere però al momento se gli enti locali avranno anche la facoltà di dilazionare il pagamento del debito in rate per andare ulteriormente incontro ai cittadini che vogliono mettersi in regola con il pagamento.

Fabio Scapellato

Sono laureato in Lingue, percorso Scienze per la comunicazione internazionale. Appassionato di giornalismo sin dal Liceo, scrivo da anni per blog, siti e testate giornalistiche e sono da diverso tempo giornalista pubblicista. Ho una passione smodata per il calcio e per gli sport in generale con preferenza per il Basket, la MotoGp, il Tennis e la Pallavolo. Amante del cinema d’autore, consumo nel tempo libero vagonate di serie tv, film, videogame e libri. Ritengo che la forma di narrazione più completa che ci sia oggi sia quella videoludica, anche se, come ogni medium giovane, deve ancora superare il preconcetto della massa.

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