Se fai uno di questi lavori sei obbligato a pagare più tasse sulla casa e aggiornare subito la rendita catastale

Questi lavori in casa aumentano la rendita catastale e quindi dovrai pagare più tasse: meglio sapere di quali si tratta.

È vero che gli interventi di ristrutturazione rendono più bella e vivibile la casa oltre che più sicura ed efficiente (grazie, per esempio alle opere di isolamento termico). Inoltre, mettere a nuovo una casa vuol dire anche renderla più appetibile sul mercato, così da poterla vendere o affittare ad un prezzo maggiore.

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Se fai uno di questi lavori sei obbligato a pagare più tasse sulla casa e aggiornare subito la rendita catastale – aldilàdelgiardino.it

Non ci sono però solo aspetti positivi quando si tratta di ristrutturazione: infatti, quando si mettono in atto delle opere edilizie, bisogna tener conto che alcune di queste possono portare ad un innalzamento della rendita catastale, ovvero ad un nuovo classamento dell’immobile. Di conseguenza, chi abita in quella casa dovrà pagare delle tasse più elevate.

Questi lavori in casa fanno aumentare la rendita catastale e di conseguenza le tasse da pagare

I lavori edilizi che si fanno in casa possono, talvolta, portare ad un aumento della tasse da pagare. L’aggiornamento delle rendite catastali è necessario in caso di ristrutturazione o ampliamento dell’immobile che ne modifichi le caratteristiche. Infatti se varia la rendita catastale, varierà anche la base imponibile per il calcolo di alcuni tributi (come l’Imu).

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Questi lavori in casa fanno aumentare la rendita catastale e di conseguenza le tasse da pagare – aldilàdelgiardino.it

C’è da fare però chiarezza in quanto non tutti i lavori edilizi portano ad un aggiornamento della rendita catastale. L’obbligo di aggiornamento dipende dal tipo di intervento e dall’impatto sulle caratteristiche catastali dell’unità immobiliare. Se per esempio si effettuano opere di manutenzione ordinaria come, ad esempio, il cambio degli infissi o la sostituzione del pavimento, non sarà necessario aggiornare la rendita catastale.

Diventerà obbligatorio farlo, invece, in questi casi:

  • aumento della superficie o del volume (come ampliamenti, chiusura di verande, sopraelevazioni)
  • aumento o diminuzione dei vani nella planimetria dell’immobile
  • modifica della distribuzione interna che incide sul valore dell’immobile (frazionamenti o accorpamenti di unità immobiliari)
  • cambio di destinazione d’uso (da abitazione a ufficio, da magazzino a locale commerciale) e della relativa categoria catastale
  • opere edilizie che migliorano il comfort o il valore dell’abitazione (trasformazione da categoria economica a signorile, ristrutturazioni di pregio).

Inoltre, la revisione della rendita catastale è sempre dovuta anche qualora il valore dell’immobile, a seguito di una ristrutturazione, venga aumentato in modo stimabile di almeno il 15% del valore di mercato. Per legge deve trattarsi di interventi che abbiano comportato una variazione della consistenza oppure delle caratteristiche tipologiche distributive ed impiantistiche originarie delle unità immobiliari.

È tenuto a modificare i dati catastali anche il cittadino che ha effettuato una ristrutturazione senza aiuti statali oppure usufruendo di tipologie di bonus edilizi diverse dal Superbonus. Ma niente paura: l’intervento edilizio messo in atto non può solo aumentare la rendita catastale ma anche portare ad una sua diminuzione. Dipende sempre dal lavoro che si effettuerà, pertanto è sempre meglio informarsi opportunamente su cosa comporta.

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